Danny Green, c'è anche Teramo nella vita del protagonista delle Nba Finals 2013 | Stampa |
Mercoledì 19 Giugno 2013
Danny GreenChe c'entrano Teramo e la NBA? Perchè a un anno quasi dalla scomparsa del Teramo Basket dalla Serie A tornare ad associare la pallacanestro biancorossa a quella di un altro pianeta? Perchè nel roster dei San Antonio Spurs, a una partita dal conquistare il quinto titolo NBA della loro storia, compare il nome di un ex giocatore teramano. O meglio, di un giocatore che nel dicembre 2010, tagliato proprio dagli Spurs, aveva firmato un contratto con il Teramo Basket per poi "perdersi" il passaporto e cambiare decisione. Su quel  documento non vistato per l'Italia c'era (e c'è tutt'ora) scritto il nome di Danny Green. Chi è Danny Green? Probabilmente il cestista più chiacchierato al mondo in questi giorni! Chiedi a un tifoso Spurs chi ha fatto vincere la prima gara delle Finals Nba a San Antonio e ti risponderà Tony Parker. Chiedi a un tifoso come gli Spurs sono andati 2-1 nella serie con i Miami Heat e ti risponderà grazie alle triple di Gary Neal. Chiedi a un tifoso Spurs chi ha girato verso il Texas gara 3 di finale e ti risponderà Manu Ginobili con una doppia doppia clamorosa in punti e assist. Ma chiedi a un tifoso Spurs chi è finora il miglior giocatore delle Finals Nba e ti risponderà Danny Green. Un dato su tutti, per incoronare un periodo magico nella vita di questo ragazzo che sabato compirà 26 anni. A nove minuti dalla fine del terzo quarto di gara 5, vinta dagli Spurs 114 a 104, Green ha segnato il canestro con cui ha battuto il record di tiri da tre punti segnati in una serie finale detenuto da Ray Allen. In 6 partite ha tirato da 3 col 60% (26/43).

Ma torniamo a Teramo. E andiamo indietro fino al dicembre del 2010, quando la conduzione della squadra biancorossa passa da Andrea Capobianco ad Alessandro Ramagli. Un momento buio dopo la partenza 0 vinte e 6 perse che non lascia presagire nulla di buono. Messa mano alla conduzione tecnica si cerca un americano per completare il reparto esterni con Ivan Zoroski e Drake Diener: "Green sarebbe stata un'ala piccola perfetta in quel contesto – ricorda coach Ramagli – e avremmo avuto più consistenza fisica negli esterni. Era il primo giocatore che venne preso in considerazione per svoltare quel momento negativo. A San Antonio ha trovato il giusto contesto dove esaltare le sue qualità. Non sono poi così sorpreso per quello che sta facendo". Un giocatore che scrisse il suo nome sul contratto ma che non  arrivò mai a Teramo: "Dopo aver firmato decise repentinamente di tornare sui suoi passi – aggiunge l'allora ds biancorosso Lorenzo Marruganti – e ci spiazzo. Cercammo di far valere le nostre ragioni ma Danny, che avevo seguito già l'estate precedente durante la Summer League di Las Vegas, preferì restare negli USA. Stessa storia capitata con Jeremy Lin, anche se in quel caso fummo noi a fare un passo indietro". Piccola nota a margine. Di Green a Teramo ne sarebbe arrivato un altro (Yaniv), e uno già c'era stato (Devin). Ma si sa, l'erba del vicino è sempre più "verde".

Paolo Marini
  
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Giuda live @ Officine Indipendenti (foto di Angelo Di Nicola)

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