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Perde in casa la Banca Tercas nonostante un eroico Amoroso


07-03-2010 Ore 22:47


L’appoggio in entrata di Poeta del possibile +3 a 26 secondi dalla fine si ferma sul ferro. Quello di Green che segna il sorpasso a 6 battiti dal fischio finale no. E il match finisce 72-73 per la Ngc Medical Cantù, sempre in corsa per quei play-off fattisi più lontani per la Banca Tercas. Ma basta ascoltare le dichiarazioni di coach Capobianco a fine partita per capire che da ora in poi si parlerà solo di punti salvezza: "Dobbiamo farci un esame e guardarci dentro seriamente. Bisogna raggiungere prima possibile quota 22/24 punti in classifica ma per farlo ci vuole un maggiore impegno. Abbiamo permesso a Cantù di controllare il ritmo per due quarti interi. Giocavamo come loro volevano, poi con energia e voglia abbiamo ribaltato l’inerzia. Ci è stato fatale l’ultimo minuto dove non abbiamo difeso in 5 ma abbiamo perso l’attenzione necessaria. Uno dei loro migliori tiratori, Markoishvili, ha potuto tirare incontrastato per due volte da tre punti e questo non può essere concesso. Quando si sbaglia è giusto essere puniti e noi stasera di errori gravi ne abbiamo commessi".
Chiara la delusione dell’allenatore della Banca Tercas, che ha visto i suoi disputare una deludente prima metà di partita. A dimostrazione che per questo gruppo, partito con tutt’altre ambizioni, la pressione di dover ribaltare una tendenza che vede ora i biancorossi sconfitti in 7 delle ultime 9 occasioni resta difficile da gestire. Tirare 1/9 da tre, prendere solo 12 rimbalzi quando gli avversari già ne hanno già collezionato 21 e dare appena 3 assist in 20 minuti lo dimostra. Poi, con le spalle al muro (31-48, 22’), come ha fatto altre volte, ha reagito la Banca Tercas. E’ anche riuscita ad andare avanti (70-63, 39’), come raramente ha invece mostrato quest’anno. Le bombe di uno strepitoso Amoroso (20 dei 24 punti totali sono stati realizzati nella seconda metà di partita) e i recuperi di un volenteroso ma impreciso Jones hanno illuso i 3.275 tifosi del PalaScapriano. A vincere è stata però Cantù. E non per il comodo appoggio fallito da Poeta (il Teramo Basket aveva pur sempre 1 punto di vantaggio, 72-71, e gli avversari potevano sfruttare un’azione ai 24 secondi per cercare il tiro da tre), ma per le due precedenti mancate rotazioni difensive che hanno permesso a Markoishvili (mvp del match con 23 punti) di prendere e segnare due tiri aperti da tre. Ora arrivano due trasferte impegnative, sabato a Caserta e il 21 a Milano. La classifica si è mossa poco dietro (solo Cremona e Biella hanno vinto) ma adesso è lo specchietto retrovisore la parte della macchina biancorossa da tenere d’occhio, di certo non l’acceleratore.

Paolo Marini


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I vostri Commenti

# 1

paolo marini 12-03-2010 Ore 22:22

E va bene BYU, prendo i suoi commenti come sollecitazioni ma il suo anonimato come scelta di comodo. Vede, io non ho la presunzione di imporre verità assolute a nessuno, solo il piacere di scrivere, stimolare riflessioni e confrontarmi. Lo faccio però nei modi e nei tempi che scelgo. Solo per questo, le ho chiesto pazienza per approfondimenti su aspetti tecnici. Arriveranno stia tranquillo, e nel frattempo spero di non averla fatta fuggire da teramonews perché, e accetti la citazione con ironia, è un po’ come dice lei: “A me non dà fastidio confrontarmi con una sigla, ma che questa sigla abbia criticato quello che non ho detto”.
Vede BYU, io ascolto sempre chi giudica il mio lavoro, anche chi mi fa una “radiografia” un po’ superficiale, mi permetta. Avendo letto un solo mio articolo, irritandosi per come mi esprimo, estrapolando parole dal contesto in cui le inserisco. Però, pensi un po’, la voglio ringraziare. Perché la nostra chiacchierata mi ha fatto pensare “Parliamo di Jones allora, che ai tifosi interessa”. Raccogliamo, e giustamente, le sollecitazioni dei lettori. Fra l’altro, non ho avuto affatto problemi a riconoscerle competenza in alcuni giudizi, le riconosco BYU, anche l’avermi stimolato ad approfondire l’argomento Jones, cosa che non mancherò di fare nei prossimi giorni. Sperando, e ci tengo a ripeterlo, di non averla allontanata da queste pagine. Buona giornata!

# 2

BYU 11-03-2010 Ore 12:02

Marini, lasci perdere la sigla , il tu, il lei, il voi, il sua maestà. Io non la conosco e poco mi importa della sua faccia e del suo nome. Mi interessavo a quello che scriveva su questo sito. E creda a me, se preferisce far trarre conclusioni a chi legge, esprima concetti e considerazioni meno generiche. Altrimenti generici saranno anche i giudizi. Per farla uscire dalla banalità di un articolo e delle risposte ad un lettore ho dovuto provocarla e fare io un'analisi tecnica che lei aveva evitato. Che poi non sono per nulla in sintonia con quello che afferma è un fatto. E sa perchè non sono in sintonia? Perchè lei invece di entrare nel merito continua a difendere dei concetti generici (come le stagioni di una volta). Io non critico le sue opinioni (tuttora non le conosco) ma il fatto che le uniche considerazioni che ha portato sono legate all'inesperienza della squadra (poi ridottasi ai soli Jones, Young e Stanescu e non per la giovane età ma perchè al primo anno in Italia!!!) ed al VOLENTEROSO Jones. Poco mi interessa se lei è amico o nemico dei custodi, se è presente alle conferenze stampa e tutto il suo curriculum.
A lei non dà fastidio confrontarsi con una sigla, ma che questa sigla abbia criticato quello che (non) ha detto.
Che vuole farci, qui non è come sul giornale, qualcuno può contraddirla.
Ma ci arriverà, è solo questione di ESPERIENZA!
Per concludere, ascolti, se vuole distinguersi da tutti quelli che scrivono e parlano di basket nella nostra città, esprima opinioni (non necessariamente critiche ci mancherebbe), evitando la genericità, le frasi fatte ed i concetti banali.
Non basi le sue opinioni su cifre e statistiche, quelle sanno leggerle tutti! Provi a dare opinioni senza leggerle e solo dopo le confronti con i dati, vedrà che sarà un ottimo esercizio per migliorare il suo aspetto critico.
Inquadri la partita tecnicamente, ne colga gli aspetti salienti. Non è importante, né interessante, quanto tempo si rimane nel palasport, quante conferenze stampa si seguono e quante interviste si fanno. Lei non deve lavorare a cottimo ma per scrivere cose interessanti e degne di riflessione e discussione.
Da parte mia,lo giuro, tornerò ad intervenire solo quando leggerò cose interessanti da dibattere, perchè parlare di esperienza e volontà non mi appassiona più. Avrà notato che sono molto diretto in quel che dico, ma se è una persona intelligente, avrà colto anche uno stimolo a scrivere in maniera meno superficiale e generica.
Chiudo qui.

# 3

paolo marini 11-03-2010 Ore 02:59

E va bene caro BYU, io ci ho provato. Vedo che al mio cordiale invito a rivelare un nome dietro le sue affermazioni o a darci del tu per parlare senza preconcetti lei continua a rispondere con un tono distaccato e polemico… ho concluso il mio intervento con l’unica intenzione di dimostrarle che sono aperto al confronto ma lei ha interpretato il mio gesto come un irritante “filosofeggiare” (è un peccato però che non sia un mio lettore, perché avrebbe avuto conferma del fatto che proprio su cifre e statistiche baso sempre le mie opinioni). E cmq BYU, mi rendo conto che non le piace il mio modo di scrivere… ne prendo atto, ci mancherebbe…
mi spiace però che abbia preso sul personale, la mia semplice voglia di precisare quanto detto… anche perché ribadisco che su alcune cose che ha scritto sono d’accordo … vede BYU, potremmo parlare per giorni, ridire anche le stese cose, accampare tesi, ma preferisco lasciare trarre le proprie conclusioni a chi ci legge con l’augurio che non mancherà di intervenire altre volte nei futuri articoli che scriverò…
però BYU, se avrà voglia di approfondire alcune considerazioni fatte (di “campagne acquisti esatte ma con scelte sbagliate” ad esempio) sarò ben lieta di incontrarla anche al PalaScapriano, se no avrà più voglia di leggere quello che scrivo, prima di una gara interna del Teramo Basket dove solitamente sono uno dei peggiori “nemici” dei custodi in quanto dopo la gara resto in sala stampa per la conferenza di rito, le interviste e a volte per scrivere all’interno del palazzetto (ma è sicuro BYU di avermi visto andare via prima di una partita? A parte che in 9 anni che seguo il Teramo Basket da giornalista non l'ho mai fatto ma avevo anche capito che non sapeva chi fossi). Nel caso lei non vorrà, mi resterà il rammarico di non aver potuto dare una faccia a delle parole e di essermi confrontato con una sigla…
la saluto cordialmente BYU e spero che almeno virtualmente resti un mio critico osservatore!

# 4

BYU 10-03-2010 Ore 23:41

Senta Marini, l'unica cosa che ha chiarito è che lei tratta basket solo a livello filosofico, differenziando esperienza in senso lato con esperienza di basket ed esperienza di pallacanestro italiana!!! Il tutto per volerci far credere che il primo anno in Italia di Jones (e sarà anche l'ultimo), Young e Stanescu (perchè a questi ha ridotto il tutto)causano una scarsa esperienza di tutta la squadra!!! Poeta, Hoover, Diener, Amoroso, Jurak, Lulli giocano a questi livelli da anni, questi sono dati a supporto inequivocabili!
Quindi ripeto, l'esperienza di cui parla lei, giusto per riempire l'articolo, non conta proprio nulla.
Purtroppo i dati tecnici che non mancavano nel suo articolo comprendevano anche il "volenteroso" Jones! Volenteroso di cosa? di far segnare il proprio avversario? Ma che partita ha visto? O è uscito dopo il riscaldamento?
Non sapevo neanche che lei scrivesse per il Messaggero ma, se come dice lei questi concetti li ha più volte ripetuti, trattasi di aggravante e non scusante.
Per il resto le ribadisco il concetto che ha letto con poca attenzione: quando parlo di aspettative non disattese è per polemizzare con la sua risposta e bacchettare chi certe scelte le ha avallate, perchè i limiti di Jones e Thomas erano noti. Per il resto ribadisco che la filosofia della campagna acquisti era esatta ma con scelte sbagliate. E le abbiamo corrette solo in parte (forse perchè su Jones la Società si era particolarmente sbilanciata?)
Quindi, a conclusione ripeto (non è che oltre ad uscire prima dalle partite termina anche in anticipo la lettura di quanto dico?) :
-bisogna ritrovare una buona condizione psicofisica e per farlo va messa fuori gente come Jones. Con Thomas lo abbiamo fatto (sostituendolo, quindi non è vero che mancano "tre elementi portanti del quintetto), migliorando l'approccio della squadra.
-La squadra vale un posto nei playoff perchè Poeta, Amoroso, Diener, Jurak, Hoover, il saltuario apporto dei restanti, l'ottimo Capobianco, il buon equilibrio sempre mostrato dalla Società, lo scarso livello del campionato e le iniziative del punto precedente, possono bastare a raggiungere l'obiettivo (ma non ripetere lo scorso campionato).
Se poi ciò non fosse, pazienza. Ci godremo la prossima avventura in serie A, con la fortuna di non dover partecipare a quella competizione europea che in fatto di scelte tecniche, stress, cali di forma ed infortuni rischia di condizionare pesantemente la nostra annata.
Se ho polemizzato con lei, è perché non mi piacciono gli articoli di chi scrive filosofeggiando. E lo dimostra il fatto che lei conclude "possiamo tranquillamente ampliare il discorso e parlare di errori tecnici, di valutazioni sbagliate, degli infortuni, della carenza di talento offensivo". Ma se vuole essere interessante e prendersi la responsabilità di un'opinione, è di questo che deve scrivere, non della presunta inesperienza per aver esordito su un parquet color mogano con gli out azzurri!

# 5

paolo marini 10-03-2010 Ore 17:45

Anche qui caro BYU (ma è una citazione della Brigham Young University di Danny Ainge, per caso?), c’è qualcosa che non mi torna nel tuo ragionamento … l’estate scorsa mi sembra che gli obiettivi della Banca Tercas fossero, confermare quanto di buono fatto nella stagione precedente e provare a migliorare. Che non vuol dire ovviamente vincere lo scudetto ma provare a rigiocare Final Eight e play-off in estrema sintesi (che detto così sembra facile, ma che anche tu sai bene che non lo è affatto). Parli di aspettative non disattese, ma non ritieni che la società abbia acquistato i giocatori che citi (Thomas, Diener e Jones) con la speranza che potessero portarli ad ottenere certi risultati? E non credi che se poi il rendimento dei giocatori scelti (tre elementi portanti del quintetto, praticamente mezza squadra) a distanza di mesi non risulta adeguato, sia lecito parlare di aspettative disattese? Se poi tu, non hai e non avevi queste aspettative, come mi sembra di capire (magari pensavi che con questi tre il Teramo Basket avrebbe al massimo lottato per non retrocedere), puoi giustamente farlo presente e motivarlo come hai fatto egregiamente ma come mai chiudi la tua osservazione dicendo che, nonostante tutto, questa squadra vale un posto per i play-off?

Io ho parlato di aspettative disattese perché oggettivamente in estate la squadra (come era stata concepita allora e magari senza la sequela di infortuni nei momenti chiave della stagione) sembrava in grado di raggiungere questi obiettivi (sostanzialmente lottare fino alla morte per un posto nelle prime 8 alla fine del girone d’andata e alla fine di quello di ritorno) ma ora, tiro una linea e dico (ma l’ho anche scritto nei giorni scorsi sul Messaggero, quindi non dico nulla di nuovo) chiaramente: non ho più quelle aspettative! Detto questo, possiamo tranquillamente ampliare il discorso e parlare di errori tecnici, di valutazioni sbagliate, degli infortuni, della carenza di talento offensivo e di altro, ma ti invito a seguirmi su queste pagine nelle prossime settimane per approfondire il discorso…



# 6

paolo marini 10-03-2010 Ore 16:37

Caro Byu dato che spero che ci continueremo a sentire d’ora in poi possiamo tranquillamente darci del tu per quanto mi riguarda, anche se dare del tu ad una sigla è un po’ bizzarro … non credi?

Sulla mia risposta a massimo continuo a precisare che a domanda: “Con tutta l'esperienza che hanno i giocatori è giustificabile quel timore che li avvolgeva nei primi due quarti?, rispondo: “Di esperienza in Serie A per alcuni giocatori del quintetto (Jones in primis, e poi Young o Stanescu) non c’è n’è molta e guarda caso il più pronto a reagire nel secondo tempo della partita è parso agli occhi di tutti Amoroso, non solo perché gioca da 6 anni in Serie A, ovviamente, ma anche perché si prende tiri e responsabilità che gli provengono dall’abitudine a giocare a questi livelli. Una mia opinione supportata da un dato. Opinione condivisibile o meno, e ci mancherebbe altro. Dato a supporto però, inequivocabile.
Se mi fosse stato chiesto: Perché ha perso la Banca Tercas contro Cantù? Avrei naturalmente risposto con dati tecnici (ma mi sarei ripetuto, dato che i nostri commenti partono proprio dal mio articolo, in cui i numeri non mancano) come è mio costume da anni. E chissà, forse la parola “esperienza” non l’avrei nemmeno usata. E poi, vedo che continui a usare il termine “esperienza” in astratto, mentre io l’ho contestualizzato rispondendo a precisa domanda. Non condivido però il tuo “l’esperienza non conta nulla nulla” che ritengo un’affermazione un po’ troppo perentoria. Sono più importanti tecnica e motivazioni per un giocatore, certamente, ma dire che l’esperienza non conta nulla…

E intanto spero di aver chiarito questo punto…

# 7

BYU 10-03-2010 Ore 15:38

Mi scusi Marini, ma è "saltata" la prima parte della mia risposta: quella relativa al punto 1. Perchè anche qui le nostre considerazioni sono molto distanti.
Non è assolutamente vero che le aspettative su Thomas, Jones e Diener sono state disattese, perchè Thomas ha confermato, ripeto, quello che tutto il mondo del basket sapeva da tempo: giocatore con pochi numeri offensivi, ingombrante in area (soprattutto se si vuol lasciare spazio vicino canestro ad Amoroso o l'ala piccola di turno), lento e con scarsa mobilità difensiva (non proprio l'ideale per la nostra zone-press) soggetto a frequenti infortuni. Mi dica lei se era un giocatore adatto alle nostre caratteristiche ed alla filosofia del nostro coach.
Jones, ad esclusione di Matteo Falzon, non godeva poi di queste fantastiche credenziali che lo prospettassero un fenomeno per il nostro campionato, e la pre-stagione lo aveva già dimostrato ampiamente.
Diener è un ottimo professionista, tecnicamente e tatticamente molto valido e sono sicuro che tornerà ad un rendimento pari al suo valore, ma non si poteva non mettere in preventivo un suo calo in una squadra che pretendeva alto minutaggio e con il doppio impegno.
Detto questo, la squadra così com'è vale un posto nei playoff, ritrovando però una buona condizione psicofisica e soprattutto quella mentalità che in un campionato così modesto è già un lusso.

# 8

BYU 09-03-2010 Ore 10:39

Marini, mi vuol dire che l'esperienza è tale solo se si è giocato nel campionato italiano? Ma perchè Moss e Carrol quanti anni avevano giocato in Italia? Ma perchè Poeta, Amoroso, Hoover, Diener, Jurak sono al primo anno in Italia? E giocatori di 30 anni li vogliamo considerare inesperti solo perchè al primo anno (non all'estero) in Italia? Quante squadre si sono rinnovate eppure non hanno questi problemi? Le cose vanno analizzate tecnicamente e non, scusami, ricorrendo a frasi fatte del tipo "non ci sono più le stagioni di una volta"!
L'esperienza non c'entra nulla, ma proprio nulla nulla. E parlare di questo è come stare su una sedia a dondolo: ci si muove, ci si muove, ma si resta sempre lì!
I problemi sono due: una campagna acquisti filosoficamente corretta ma con scelte dimostratesi errate. E Jones, un giocatore particolarmente dannoso. Non voglio esagerare, sono pienamente convinto di quel che dico: siamo prigionieri di una difesa a spada tratta della Società a questo atleta, che ci porta a doverlo giustificare sempre per non ammettere di aver clamorosamente (ovviamente in buona fede) toppato. Mi rendo conto che sostituire Moss non era facile. Capitan Lulli darebbe un apporto sicuramente superiore e certamente non si addormenterebbe lasciando al proprio uomo due facili e comodi tiri da tre nel finale e "aprendosi" indegnamente sull'ultima penetrazione di Cantù.

# 9

paolo marini 08-03-2010 Ore 19:32

Salve BYU parli di risposte mie non convincenti ma in fondo non mi sembra che le nostre considerazioni, se non al secondo punto, siano così distanti. Forse non sono stato esauriente (più che convincente) come te, e per questo provo a spiegarmi meglio.

1)Ho intenzione di ribadire più in là su teramonews.com la mia idea sul roster di quest’anno (sul quotidiano Il Messaggero ho già scritto settimane fa, ad esempio, che le aspettative su Thomas, Jones, e in parte su Diener, sono state disattese) e quindi ti chiedo solo di pazientare e vedrai che non la pensiamo diversamente su più cose.
2)Ho inteso la parola “esperienza” nella domanda di Massimo come “esperienza in Serie A”, da lì la mia risposta. Se non sapessi quando è nato questo o quel giocatore sarebbe grave per me, non credi? visto che sembri un appassionato da quello che scrivi BYU, saprai bene che Jones e Young (ma anche Stanescu comparso nello starting 5 alle volte ) in Serie A non ci hanno mai giocato. E 2/3 anni di Serie A con alto minutaggio (come nel caso di Diener, Poeta, per restare solo agli elementi del quintetto) non sono sufficienti per una formazione partita per confermarsi al vertice. Guarda caso il più costante di questa stagione è Valerio Amoroso che può vantare 6 anni in Serie A.
3)Qui mi sembra che siamo d’accordo, per cui non preciso nulla.

Ho ringraziato massimo del commento, ringrazio ovviamente anche te (poi smetto però che fa troppo "posta del cuore"!)

p

# 10

BYU 08-03-2010 Ore 17:18

Massimo, provo a risponderti io perchè le precedenti risposte non sono affatto convincenti:
1) Nello sport non è matematico che a maggiori investimenti corrispondano migliori risultati. La campagna acquisti del Teramo è stata influenzata da una particolare esigenza: l'Eurocup.
E' così che si è cercato di dare alla squadra maggior profondità, fisicità ed efficienza difensiva. Si è quindi fatta la scelta di un giocatore interno come Thomas (e dopo due settimane abbiamo capito quello che tutto il mondo del basket sapeva da tempo) e di una serie di lunghi che potessero aggiungere quantità ad una qualità che pensavamo esserci assicurati con il pivot ex-Fortitudo. Abbiamo quindi scelto di rinunciare ad un grande attaccante come Carrol, per assicurarci maggior difesa e capacità tattica con Diener. Ma il buon Drake non ha la struttura fisica per affrontare il doppio impegno da protagonista. Si è quindi cercato di sostituire la grave partenza di Moss con Jones e da lui ci saremmo accontentati di una normale amministrazione: difesa (incapace), rimbalzi (ne prende pochi e unicamente senza contatto fisico), capacità di monetizzare quello che la partita offre (certe volte non lo si vede per interi quarti e spesso è lì a pestare i piedi ai suoi compagni di squadra), umile (...e che presunzione!). I propositi erano nobili e le scelte ideologicamente coerenti, ma fare il salto di qualità è più difficile di quanto sembri. Inoltre non si è mai affrontato l'argomento Poeta: se ogni anno cerchiamo un sostituto che stia buono buono 38' in panchina, dovremmo abituarci ai suoi alti e bassi.
2) Non è una questione di esperienza, perchè altrimenti dovremmo essere più competitivi dello scorso anno in cui eravamo anagraficamente più giovani.
Come si fa ad affermare che un quintetto con Poeta (25), Diener (29), Jones (26), Amoroso (30) e Young (30) non ha esperienza a sufficienza?1?! Cos'è, vogliamo mettere i loro genitori? Ti faccio un esempio, Montegranaro: squadra più giovane della nostra, ha attraversato un momento di durissima contestazione da cui "poteva rimanere offesa". Non si è scomposta, unicamente perchè ben allenata, supportata da un'ottima tenuta atletica, ma soprattutto ben assemblata. Se per bravura o per sola fortuna non lo so, ma è un dato di fatto che ha uno dei play più completi ed intelligenti del campionato, grande forza fisica e guardie non di particolare talento ma grande sostanza e temperamento. Ed in un campionato mediocre come questo avere la normalità sarebbe già stato un successo! Forse il prossimo anno anche loro parteciperanno ad una competizione europea, cercheranno di adeguare il loro roster con maggiori investimenti e magari neanche a loro i conti torneranno.
3) Il pubblico del basket, quello sì, è giovane di esperienza. Ci vuol tempo e pazienza, i "modaioli" passano, l'importante è che lo zoccolo duro sia sempre vicino conscio del privilegio di poter godere della serie A!

# 11

paolo marini 08-03-2010 Ore 13:25

ciao massimo e grazie degli spunti innnazitutto... passo subito a risponderti:

1) tu metti da parte la campagna acquisti e ti poni il dubbio sulle scelte di coach Capobianco. Io penso che il vero problema di questa squadra nasca proprio dalle scelte fatte in campagna acquisti (tornerò su questo argomento sempre su queste pagine e mi spiegherò meglio). Sulle scelte di coach Capobianco vanno esaminate situazione per situazione e nello specifico possiamo tranquillamente discutere.

2) La condizione psicologica è un fattore sempre determinante e le sconfitte non aiutano a ritrovare fiducia in se stessi. L'incostanza di rendimento, e il reagire solo se si è con le spalle al muro ad esempio, dimostrano ulteriolrmente che il contraccolpo psicologico del dover cambiare in corsa gli obiettivi non è stato ancora ben assorbito. Tu parli giustamente di esperienza, ma non tutti gli elementi del quintetto ne hanno a sufficienza.

3) Il tifo (della tribuna, della curva o del parterre) ha sempre risentito, per quanto riguarda il basket a Teramo, dell'andamento della squadra. Conosco tanti tifosi sinceri e appassionati della curva e della tribuna e sui singoli andrebbe aperto un "file" per ognuno, ma nell'interezza, e contando il fatto che la gran parte del pubblico del Pala Scapriano si è avvicinato a questo sport solo negli ultimi anni, non mi sorprende l'esasperazione del momento di vittorie e delusioni. Sulla vicenda legata a quelli che tu definisci "pseudo ultras" mi riservo di tornarci in seguito, dopo aver parlato direttamente con loro.
aloha a te!
p

# 12

massimo 08-03-2010 Ore 10:33

caro Paolo, il tuo è un commento analitico e precisissimo, come deve essere quando si esce dal palazzetto senza voce e sudati di bile!!! Più che aggiungere al tuo articolo parole impulsive e ruvide, da spettatore deluso, mi piacerebbe farti alcune domande, per capire meglio quale siano le vere cause della mancanza di un gioco...
1) Campagna acquisti a parte, cosa potrebbe aver sbagliato Capobianco?
2) Con tutta l'esperienza che hanno i giocatori, i nostri giocatori (non i sembra una squadra di sbarbatelli), è possibile e giustificabile quel timore che li avvolgeva nei primi due quarti?
3) concludo con una domanda retorica... che senso ha avere degli "pseudo ultras" che vanno via dopo i due quarti o che non entrano prima della pausa, per protestare di che? Meglio il tifo di voci bianche e del loro infaticabile direttore. Farà effetto zecchino d'oro ma almeno è sincero...
Il campionato è ancora sufficientemente lungo per far risalire classifica e morale, inutile dare le colpe ai singoli, tanto vale continuare a lavorare in palestra co il massimo dell'impegno, il resto siamo fiduciosi che verrà.
aloha
m.

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