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Lunedì 23 Marzo 2015
THE PINK_PLANETNotina del 23 marzo 2015
Forse qualcuno si è chiesto che fine avessi fatto. Per chi attendeva con ansia una mia ricomparsa, bè eccomi qui, di ritorno da un duro ma bellissimo viaggio. Le cose sono andate così.
Sono ancora in dormiveglia quando squilla il telefono.
- Si, chi ca..., ehm, chi è?
- Sono Sam
- Sam chi?
- Astro Samantha
- Sam! Scusa, sono ancora mezzo rinco... buon giorno, qual buon vento...
- Preparati, domani si parte
- Chi parte?
- Proprio tu, ricordi? Ti avevo detto che stavano organizzando "The Universal Best Record Contest". Organizzati scegli i tuoi dieci vinili perché domani parti per GJ504b
- Ma che dici? Io scherzavo quando ti ho parlato dei dieci sublimi, era una fantasia, non saprei davvero scegliere dieci vinili... ne ho mille in testa...
- Solo rock o giù di lì, niente cose strane, il contest è solo sul rock, non infilarci dentro latina, Mina o altre astruserie, che ti conosco...
- Tu lo sai, la mia formazione è tutta concentrata nei primi anni 70...
- zzi tuoi, ma bada che i giudici di Pink Planet sono severissimi
- No, scusa, ma dov'è che devo andare?
- L'evento quest'anno è su GJ504b, il Pink Planet
- MA SONO 57 ANNI LUCE DA QUI!!!!!
- E che sarà mai, fumi una sigaretta, ti rilassi un po' e ... zac... sei arrivato
- Caz...
- Come?
- No, niente. Che sveglia! Va bè, dai, mi faccio un caffè ci rifletto un attimo e più tardi ne riparliamo
- Mi spiace, ho la passeggiata spaziale, per oggi non ho più tempo. Domani ti passano a prendere alle 6 (del mattino!). Quando arrivi su Pink ci risentiamo.

CLIK.

Chissà quante volte vi è successo di leggere le classifiche dei migliori di sempre o di compilarvele per vostro diletto ed intraprendere poi furibonde discussioni con altri amici malati di musica come voi (ma vale anche per il football, per i film, i libri, i ristoranti o i cibi e insomma, per tutte quelle cose che rendono la vita decente).
In realtà stilare una simile classifica, pretendendo che abbia valore universale, è assolutamente impossibile, troppo soggettive le emozioni, irripetibili e personali le esperienze. "La maggior parte dei ricordi che ci portiamo dietro tutta la vita si è formata tra i 15 e i 30 anni, durante il cosiddetto picco di reminiscenza ... pensiamo che i film, la musica, la moda, le amicizie e le storie d'amore di quel periodo fossero migliori di quelli di oggi". Mi permetto solo una tara alla dotta citazione. Per quanto mi riguarda il mio "picco di reminiscenza" inizia a 13 anni (e finisce poco dopo).Ho fatto questa doverosa citazione per pararmi il culo e quindi spiattelarvi a cuor leggero la mia irrinunciabile TOP TEN! Pronti? Si parte per GJ504b, The Pink Planet.

 1. assoluto, è li disperso che vaga tra le galassie dell'universo, disposto a regalare emozioni indicibili a qualsiasi alieno pronto ad affrancarsi dal banale e a votargli l'anima.
The Dark Side Of The Moon, Pink Floyd. Quale migliore biglietto da visita per presentarsi degnamente su Pink Planet?

 2. Il mio primo vinile, regalo di Natale 1970. Jesus Christ Superstar. Sto parlando del primo JCS, quello tratto dall'opera teatrale e quindi non della successiva e più famosa versione tratta dal film. Certo, la musica è la stessa, ma arrangiamenti ed interpretazioni non raggiungono la sublime intensità di questa prima incisione dell'opera di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, due geni assoluti, 25 e 21 anni all'epoca.

 3. Sei mesi primi del regalo di Natale, un amico mi invita a casa. "Mio fratello ha comprato un disco 33 giri, te lo voglio fare ascoltare è una cosa incredibile". Led Zeppelin II, una bomba esplose nella mia mente di tredicenne, se mi avessero dato una bottiglia di rum da scolare sarei rimasto più sobrio. Non mi sono mai più riavuto.

 4. Fu considerato il migliore album live di tutti i tempi. Altra bottiglia da scolare, la botta finale per un giovane cervello già ampiamente compromesso. Deep Purple Made In Japan. Ricordo un pomeriggio d'estate a casa di un amico al mare, costrinsi tutti i miei amici di allora (in realtà lo feci perché c'era una ragazzina che mi piaceva tanto) ad ascoltarlo con attenzione, ma la cosa tragica, per loro, fu di doversi sorbire anche tutti i miei dotti commenti per ogni brano del disco.

 5. Blind Faith. Unico disco di tre vecchi amici che da più di cinquant'anni continuano a incrociarsi e incantarci. Eric Clapton, Steve Winwood, Ginger Baker (e Rick Grech, che non se lo fila nessuno). Citando questo disco parlo di Yardbirds, John Mayall, dei Cream, dei Traffic, dei sogni, dell'eleganza. Ho visto da poco, in video, un concerto di Eric Clapton e Stevie Winwood del 2009 al Madison Square Garden, sono invecchiati meglio di un Barolo. Ve lo straconsiglio, disco e concerto.
Nota testamentaria: alle mie esequie la fanfara suoni Can't Find My Way Home

 6. Un film, prima ancora di diventarlo veramente. Un film generazionale importante. Il genio di Peter Townshend che mai ne ha cannata una. Il mio gruppo preferito nel suo album più bello. The Who, Quadrophenia. Attualissimo nella musica e nel descrivere il disagio giovanile mai mutato, ieri come oggi, sentirsi ostili in un mondo ostile. Bello il film (con una apparizione di un giovanissimo Sting), ma se ascolti il disco ad occhi chiusi il film lo vedi lo stesso... in 3D.

 7. E fino ad adesso non ho messo il naso fuori dalla manica. Che ci volete fare, la mia generazione si è formata, musicalmente, con il progressive inglese. L'America ha fatto fatica ad affacciarsi tra i sogni di questa favola unica e irripetibile. L'America però picchiava duro. Ho atteso che morisse prima di capire ed ho atteso il suo album postumo, per me (e non per la critica ufficiale) il più bello perché più inatteso, intimo e sognante. Un liberatorio meraviglioso pianto d'amore. Cry of Love di Jimi Hendrix. Le sue canzoni più strazianti, un testamento musicale e umano sconfinato.

 8. "Ora sei tu, quella che non conta nulla, poverina, col suo sorriso, sei tu la prima oltre le porte del mondo abbandonato al suo destino di morte".
Così Pier Paolo Pasolini chiudeva la sua straziante poesia su Marilyn. Trovatela sul web recitata da Laura Betti! Ogni volta che l'ascolto il mio pensiero va ad un'altra donna, grande e fragile come Marilyn. Parlo di Janis Joplin, una voce devastante e imbarazzante. Si, proprio, è una sorta di imbarazzo che provo se ascolto "Cry Baby", "Me And Bobby Mc Gee", "Get It While You Can" o "Try (Just A Little Bit Harder)". C'era in Janis una impudicizia naturale nell'esporre candidamente la propria anima, senza curarsi di limiti e convenzioni, senza risparmiarsi mai, una tensione maledetta che ha regalato un esagerato amore, milioni di lacrime, stupore, fino ad arrivare "oltre le porte del mondo abbandonato al suo destino di morte".
Se qualche scellerato non ha mai ascoltato "Pearl", bene, è arrivato il momento di farlo.

 9. Carbonara o Matriciana? Beatles o Rolling Stones? Perché, è proprio necessario scegliere? L'unica accortezza, per rispetto del fegato e dei diversi neuroni che si attivano, è di usufruirne separatamente. Io ho iniziato con la Carbonara Beatles, mi sono fatto accarezzare il palato fin da ragazzino con i loro due album antologia, Red e Blue che, uscendo distrattamente da un grande magazzino, mi ritrovai fra le mani. Avevo 15 anni (reato prescritto) e da "Love Me Do" a "The Long And Winding Road" li imparai a memoria.

 10. Pochi anni dopo assaggiai la Matriciana e mi feci strapazzare ben bene da "Sticky Fingers". Avevo finalmente scoperto i Rolling Stones.

C'è tra voi qualcuno che non crede alla telefonata di Astro Samantha? Malfidati. Qualcuno che dubita dell'esistenza di Pink Planet ovvero GJ504b a 57 anni luce dalla terra? Andate a cercare sul web e godetevi le foto. Se guardate bene mi vedrete là, col mio fascio di dischi in mano. E' stato un lungo viaggio, ma ne valeva la pena.

Con la Matriciana non mi metto. L'ho sempre mangiata più buona al ristorante che fatta da me, ma la Carbonara.... La mia versione è legata al ricordo della domenica, la mamma la faceva così.
Una cipollina o cipollotto che dir si voglia in poco olio. Quando inizia a sfriggere aggiungete un goccio d'acqua bollente ed una volta evaporata mettete la pancetta, quella affumicata arrotolata, tagliata a fette sottili e poi a pezzetti. Fatela appassire appena.
L'uovo trattatelo come sempre, ovvero montatelo col pepe,il parmigiano e una spolverata di noce moscata. Alla fine aggiungete una buona manciata di prezzemolo ben tritato. A cottura della pasta (io preferisco i vermicelli) passatela nell'uovo e poi velocemente nella padella con la pancetta. Fumante e bollente, dalla padella al gongolante palato.

el manicero


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