Cieca felicità – Notina di mezza estate | Stampa |
Martedì 26 Agosto 2014


Songs in_the_key_of_lifeNotina del 26 agosto 2014

Do, Re, Mi, Fa, Sol, La ... Si, è la settima notina, che arriva in questa strana, non troppo sognante, estate mediterranea.

Sarebbe facile allora scrivere una notina "E la chiamano estate" di Bruno Martino, banale. Forse meglio ricorrere alla graffiante malinconia di "Estate" sempre di Martino. Il titolo che l'autore gli aveva dato era "Odio l'Estate" che è, infatti, il refrain della canzone ed il titolo con cui tutti la ricordano. Ma poi ci si mise di mezzo Lelio Luttazzi con la sua parodia "Odio le Statue" e il titolo fu modificato nel più sobrio "Estate".  Bruno Martino meriterà una sua personale notina, a presto Bruno. Adesso però parliamo d'altro.

Mi chiedo. Si può essere felici nella miseria, magari di una favela? La risposta, perlomeno letteraria, è si, visto quanti scrittori, registi e preti si sono sforzati di mostrarcela come una realtà possibile, anche se spesso improbabile. Chiedere agli interessati, ai miseri, per conferme.

Si può essere felici, veramente felici (da possedere tanta felicità da offrirne a fiumi al resto dell'umanità), essendo ciechi?

Saramago ci ha detto di no. Nel suo "Cecità" ha utilizzato questa estrema menomazione quale grimaldello per scavare negli abissi più oscuri dell'animo umano.

E' un romanzo che va letto fino in fondo, accettandone l'incubo salvifico se ne trarrà doloroso piacere, ma non esattamente gioia, non proprio felicità.

Proviamo a fare la stessa domanda a Stevie Wonder. La risposta è implicita, chiaro che si. Chiaro? Si, si, se ascolti la sua musica è tutto molto chiaro, se poi hai in mano "Songs in the Key of Life" devi solo chiudere gli occhi (sapendo di ritrovare l'amata luce, quando li riaprirai) ed iniziare ad ascoltare, iniziare un viaggio nella gioia e nella pura felicità che Stevie ti regalerà generosamente, un flusso costante di abbagliante e calda luce del sole per un'ora e quarantacinque minuti.

Immergiamoci dunque in questa calda luce e facciamoci accompagnare per mano dal nostro Virgilio cieco verso il paradiso.

Inizia la prima "Love's in Need of Love Today" e un gentile brivido attraversa le nostre membra invitandoci a rilassare ogni singola parte del corpo, proprio come fanno gli insegnanti di yoga nella fase di rilassamento, perché "L'amore è nel bisogno di amare oggi" dice Stevie, per invitarci subito dopo ("Have a Talk With God") a due chiacchiere con Dio. "Quando senti che la vita è troppo dura, basta fare due chiacchiere con Dio ... è l'unico psichiatra sempre libero che si conosca in tutto il mondo".  Si affida ad una settecentesca sinfonia di violini per condurci in giro tra le miserie del "Village Ghetto Land". Dopo il divertissement di "Confusion", Stevie inizia ad affondare i colpi. Siamo nel R&B, nel soul, nel funk e siamo alla Motown nel 1976, non è roba per dilettanti.

In "Sir Duke" c'è l'omaggio al "Re di tutti, Sir Duke (Ellington)", ma è soprattutto l'omaggio alla musica stessa che "a tutti dà la stessa possibilità di cantare, ballare e battere le mani ... They can feel it all over people". Non svegliarti, continua a sognare con Stevie e inizia a ballare, la gioia che non sentivi da tanto ti sta strizzando l'occhio.

Prova a fermarti adesso che inizia "I Wish". Non credo. Probabilmente, invece, alzerai il volume a palla e costringerai la prima persona che ti capita a tiro a ballare con te.

Pausa sognante con "Knocks Me Off My Feet" dove Stevie canta tutto il suo amore visto "attraverso gli occhi della mia mente" e con "Pastime Paradise", invettiva contro illusori paradisi materiali. Il primo disco si chiude con "Ordinary Pain", con i cori finali (e qui si distingue la stupenda voce di Minnie Riperton) tutti da ascoltare, ma anche tutti da vedere con occhi buoni, strabici, miopi o semplicemente con gli occhi della mente.

Come faccio adesso a scrivere, a pigiare su questa dannata tastiera se sto ascoltando gli angeli, se non riesco a tenere ferme le mie mani, se i miei fianchi goffamente si muovono facendo sobbalzare la panza a destra e sinistra. E' iniziato il secondo disco. Ragazzi, non provo più neanche a tradurre i testi, stiamo galleggiando su una nuvola di gioia, illuminati dalla luce di un uomo che non ha mai visto, accompagnati dall'armonica celestiale che Stevie, polistrumentista, regala ad un bambino che piange all'inizio del brano, ma che adesso ride, ride con lui e con tutti noi. Da brivido, da lacrime è "Isn't She Lovely?", dedicata alla figlia Aisha in occasione della nascita, mai figlio ricevette un regalo più sublime. Cover a pioggia per questa canzone ed una versione strumentale eseguita dopo il discorso di Michelle Obama alla convention dei democratici del 2008.

Il successivo "Joy Inside my Tears" è da "mattonella", ma si raccomanda caldamente un partner con cui si ha grande intimità, le incontrollabili contorsioni del vostro corpo potrebbero imbarazzare un partner casuale, il canto – controcanto finale sono da pelle d'oca.

Dopo l'urlo al cielo di "Black Man" che ci invita al rispetto di tutte le razze, in "Ngiculela" si parla di storia d'amore e Stevie ce ne parla in inglese, in spagnolo, in zulu, ancora rispetto per tutti, in nome dell'amore.

Si parte in sordina con "As" ma attenti, gli ultimi 5 minuti (su 7) saranno puro R&B accompagnati dalle tastiere di Herbie Hancock e dalla voce di Stevie Wonder che vi porterà molto in alto, la dove l'aria è più rarefatta ed il cielo a portata di mano. Ancora in alto, tra le stelle con "Another Star". Il viaggio finisce qui, se avete la versione europea dell'album. Gli americani si godranno ancora quattro extra che, però non aggiungono davvero nulla ad un viaggio così emozionante.

Buona fine estate a tutti, facciamoci accompagnare dalla felicità, nonostante tutto, se ci è riuscito chi mai ha visto la luce, perlomeno come noi sappiamo che essa è, perché non dovrebbe riuscirci ognuno di noi?

Notina gastronomica

Come vogliamo condire la nostra santa quotidiana pasta oggi? Facciamo una festa di colori. A me piace questa ricetta perché può essere un condimento leggero ideale o una base da arricchire a piacere con gusti più complessi.

Si parte da un mix di verdure a base di cipolla e zucchine.

Sempre per 4 porzioni circa. Una grossa bella cipolla bianca, le più dolci, se avete la possibilità di utilizzare una cipolla di Giarratana tanto meglio.

Fatela appassire in prima fase con l'olio e aggiungete poi un po' d'acqua per ammorbidirla ulteriormente. Aggiungete una dadolata di peperone, sedano, carota e successivamente 4 – 6 zucchine e poco pomodoro (mezzo cuore di bue o 6 ciliegini possono andare bene).

Sale, basilico e timo per finire. Mantecate con acqua di cottura. Questa è la base ed è già saporita così. Tra le mille possibili varianti.

Finite il vostro condimento con due cucchiai di ricotta o con una dadolata di mozzarella o ancora con una dadolata di pecorino fresco.

Al pesce. A cipolla ammorbidita (quando l'acqua sarà assorbita quasi del tutto), aggiungete 200/300 grammi di calamari o totani a pezzi medio grandi, dopo pochi minuti di cottura continuate con le verdure, magari senza pomodoro.

Sostanziosa. All'olio e cipolla iniziali aggiungete una dadolata di pancetta affumicata, 50 grammi possono bastare o una salsiccia spellata e frantumata. Fate rosolare, poi continuate come sopra.

Porca. Mettete la pancetta, la salsiccia e se volete anche il pecorino finale, ma non scordate poi di prendere la vostra pillola per il colesterolo.

el manicero

Bruno Martino "Estate" 1960

Stevie Wonder "Songs in the Key of Life" Motown 1976

Dal solito tutubo:

Estate (non ho trovato versione live)

www.youtube.com/watch?v=mq8gWyx19Gc

E questa eseguita da Chet Baker

www.youtube.com/watch?v=7loEBieHyaI

Sir Duke

www.youtube.com/watch?v=hmKshpLXnxE

I Wish & Isn't She Lovely? (versione live)

www.youtube.com/watch?v=Me-HOoM-3D4

As

www.youtube.com/watch?v=A9VHhVuRBSo

Qui trovate l'album eseguito dal vivo nel 2013

www.youtube.com/watch?v=tSpuiiNIwcQ

www.youtube.com/watch?v=Xtxrzw7-Tmk

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