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L'ex presidente dell'IPAB Ricciconti di Atri chiede spiegazioni al successore


27-07-2010 Ore 14:37


Normalmente, quando si assume un incarico pubblico, soprattutto se si tratta di enti di beneficienza, è buona regola di civiltà e cortesia, oltre che di buona amministrazione, ringraziare per l’opera svolta chi ci ha preceduto, magari confrontandosi con il predecessore al fine di comprendere i meccanismi di funzionamento e rendere, quindi, il passaggio di consegne il più rapido e naturale possibile, garantendo la continuità dell’azione amministrativa a beneficio della utenza assistita.
L’IPAB Ricciconti di Atri,  un ex orfanotrofio femminile, istituito nel 1946 grazie ad un ricco lascito testamentario, che oggi eroga servizi in favore di disabili, minori e famiglie, da me presieduto sino al 1° maggio scorso, ha diramato un comunicato stampa, pubblicato in questi giorni da diversi quotidiani locali, in cui leggo, con sorpresa ed incredulità, le dichiarazioni pronunciate in occasione dell’insediamento del nuovo Presidente del Ricciconti, Domenico Capuani,: “L’azione amministrativa sarà caratterizzata dalla soluzione di alcuni importanti problemi ereditati dalla precedente gestione”.
Sono costretto, dunque, a rompere il dovuto silenzio (buona regola di civiltà e cortesia per chi lascia un incarico pubblico) che avevo imposto a me stesso e alle persone che mi stimano, bloccando anche una raccolta di firme tesa a invitare il Sindaco di Atri alla mia riconferma, nonché le pur timide manifestazioni di protesta per la mia sostituzione.
Innanzitutto, sulla frase sibillina riportata nel comunicato stampa, davvero poco cortese e supponente e gratuitamente offensiva, in quanto pronunciata in un momento in cui la sedia di Presidente non aveva ancora perso il tepore del mio fondoschiena, ho il diritto di avere spiegazioni. In particolare, devono essere precisati quali sarebbero “i problemi” ereditati, in che senso sarebbero “importanti” e, come, tali “importanti problemi” sarebbero riconducibili alla “precedente gestione”. Ho il diritto di sapere, inoltre, se il pensiero del Presidente sia condiviso o meno dagli altri membri dell’amministrazione (personalmente propendo per la seconda ipotesi).
Nell’attesa, evidenzio che l’Ente per quattro anni è stato amministrato con competenza, coraggio, onestà, indipendenza e tenendo fermi tre paletti: legalità, volontà del benefattore, reversibilità delle scelte. Abbiamo così consegnato al sig. Capuani un Ente in cui il problema gestionale più importante (e forse per lui insormontabile) è quello di riuscire a continuare la nostra opera.
Pertanto, non accetto che chicchessia, con frasi insinuanti, che tutto lasciano intendere e nulla dicono, metta in dubbio la bontà, la correttezza, la competenza del nostro operato che, ribadisco per coloro che non vogliono capire, è stato reso gratuitamente, non avendo mai percepito una indennità, un gettone di presenza, un rimborso spese. Personalmente - come ben sanno tutti coloro che hanno avuto a che fare con l’Ente -, non mi sono limitato a mettere a disposizione il mio tempo, le mie energie e le mie competenze di professionista legale, ma mi sono impegnato, riuscendovi, a portare i sentimenti al centro della gestione della cosa pubblica, mi sono adoperato incessantemente, attraverso lo studio e la ricerca, a accrescere il mio bagaglio culturale nel settore dei servizi sociali, introducendo in città il modello della welfare community, coniando per la mission dell’Ente il concetto di “comunità locale del benessere” e realizzando concretamente tale comunità con l’ideazione, progettazione e attuazione di Rurabilandia, la prima fattoria sociale d’Abruzzo, nonché del Centro Integrato di Servizi per la Famiglia, primo esperimento in Abruzzo di applicazione concreta del principio costituzionale di sussidiarietà verticale e orizzontale, un luogo dove viene abbandonato il sistema gerarchico-verticistico nella gestione dei pubblici servizi, per fare posto alla pari dignità di tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati.
Ecco, dunque, quali sono “gli importanti problemi” ereditati dal sig. Capuani, un patrimonio immobiliare e di ideali democratici proveniente dal Benefattore che gli atriani, per oltre sessanta anni, hanno saputo conservare e difendere, oltre che un patrimonio, di idee, di azioni, di progetti e, soprattutto, di sentimenti che egli dimostra sin dalle sue prime parole di non saper interpretare. Il comunicato stampa diramato dal nuovo CdA dell’Ente si conclude sempre con le parole del Presidente Capuani: “Ci attende un periodo ricco di sfide, tra queste ... la riforma del sistema abruzzese delle IPAB con la loro trasformazione in aziende di servizi alla persona”.
Evidentemente, al nuovo Presidente non hanno detto che, mentre egli operava le sue scortesi insinuazioni, la commissione legislativa regionale ha licenziato il testo di riforma delle IPAB e che la maggioranza regionale ha annunciato l’approvazione della legge per la fine dell’estate. Forse non gli hanno spiegato che “gli importanti problemi ereditati dalla passata gestione” non potrà risolverli certo lui, in quanto a settembre, per legge, il Presidente, al pari di tutti i membri del CdA, decadranno, l’Ente verrà commissariato e, quindi, le sfide di cui parla le ha già perse in partenza.
Roberto Prosperi


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