I Chiodi feriscono il Duomo di Teramo
07-03-2010 Ore 18:21
L’idea di una copia fotografata della Sacra Sindone è un ottimo momento di riflessione tra atei, credenti e agnostici. Ognuno ha dentro di se la propria fede, il senso del rispetto verso la propria dimensione e l’energia che riversa al prossimo. L’Ass. Guido Campana ha dimostrato ancora una volta, l’indiscutibile capacità organizzativa e la sensibilità del suo ufficio nei confronti della Chiesa Cattolica. Un messaggio di riflessione e di onesto riserbo.
Fabrizio Primoli è l’autore del saggio “La Torre del Duomo” edito da Verdone. In un suo passo si legge” Guido II, nel progettare la nuova Cattedrale, la volle a tre navate, in stile romanico e munita, sopra l’altare maggiore, di un tiburio ottagonale dotato di raccordi a cuffia per l’innesto alle relative arcate di sostegno. Questo dunque costituì il primo nucleo del Duomo Teramano, detto anche nave Guidiana…” Che direbbe Guido II nel vedere i chiodi piantati dalla ditta commissionata di montare il palco per sorreggere la copia della “Sacra Sindone” sulla facciata del Duomo di Teramo? Non direbbe nulla perché la sensibilità culturale del 1100 era diversa da quella del 2010. Semplicemente non avrebbe permesso una simile tortura architettonica. Guido III Campana è un altro numero.
Dal blog di Giancarlo Falconi
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