ALFONSO MARCOZZI E LO ”SPEZZATINO URBANISTICO”
Il presidente del Quartiere Gammarana risponde alla replica dell’assessore Robimarga sullo svincolo del lotto zero
22-09-2009 Ore 15:26
La polemica non si arresta e così, a qualche giorno dalla risposta dell’assessore Robimarga a quanto lamentato dal “Quartiere Gammarana”, Alfonso Marcozzi torna a parlare. E senza peli sulla lingua.
“Le affermazioni rilasciate dall’assessore all’urbanistica del Comune di Teramo, relativamente al progetto esecutivo e ai lavori di realizzazione dello svincolo del lotto zero alla Gammarana, ci lasciano basiti” fa sapere Marcozzi, che sottolinea in maniera critica la provenienza professionale di Corrado Robimarga, noto urologo teramano oltre che assessore.
Il presidente del comitato, infatti, sostiene che la scarsa veridicità di quanto sostenuto da Robimarga dipenda proprio dal suo essere “professionista della salute”, come lo stesso Marcozzi specifica in una nota. Appunto per questo, il comitato fa sapere che le sue affermazioni possono anche essere comprese “ in quanto molto probabilmente non ha le giuste competenze nel merito”. Allo stesso tempo, però, Marcozzi si pone un dubbio: “Se prodotte, invece, dall’ufficio preposto ci angosciano e ci preoccupano fortemente, perché denotano una non approfondita conoscenza nello specifico del problema”.
Il comitato riapre, pertanto, il dibattito in merito agli espropri dell’opera appaltata alla Gammarana. “L’assessore” spiega infatti Marcozzi “dovrebbe sapere che da diverso tempo esiste una legge sugli espropri, sicuramente di molto antecedente all’approvazione del progetto dello svincolo”. Si tratterebbe della legge che fa riferimento al valore corrente di mercato dei terreni e non, come spiegato in questi ultimi giorni dall’assessore comunale, al valore agricolo. “E allora viene da pensare che chi ha proceduto alla predisposizione della procedura espropriativa, allegata al progetto esecutivo, ha preso una cantonata oppure sembrerebbe un errore quasi voluto, a dimostrazione che l’opera progettata dal comune, e da noi discussa, costa meno della nostra proposta. Infatti, gli oneri espropriativi previsti sono lievitati da 180.000 a 650.000 euro” continuano a far notare i membri del comitato di quartiere.
Alfonso Marcozzi ribadisce anche questa volta i vantaggi della proposta avanzata dal “Quartiere Gammarana”: “costa meno alla collettività, consuma meno terreno e sicuramente è più funzionale all’ex area Vileroy & Boch, dove al momento persiste un vuoto politico di idee progettuali”. Ma ricorda anche che, nonostante questo, “l’unico progetto rintracciabile e chiaro in tutti gli interventi è quello imperante dello spezzatino urbanistico”.
Senza alcun timore, Marcozzi continua, inoltre, a confermare la tesi della carenza documentale in sede di ricorso presso il Tar. “Non era assolutamente rintracciabile nei documenti consegnatici, dopo la nostra richiesta di accesso agli atti del progetto preliminare” specifica nella nota. “Tale documentazione era di fondamentale importanza per la scelta della soluzione progettuale proposta al consiglio comunale e non solo accessoria come dichiarato dall’assessore”.
A questo riguardo, Marcozzi parla addirittura di un ipotetico “tassello” che sarebbe sfuggito all’attenzione di Corrado Robimarga. “Le carenze pubblicistiche per l’approvazione del progetto preliminare” spiega, infatti, il presidente “vengono ulteriormente evidenziate per effetto della produzione di documenti con date successive all’avviso di approvazione del progetto preliminare. E’ gradita una risposta nel merito”.
Marcozzi e gli altri membri del comitato si interrogano, inoltre, sul perché la loro proposta progettuale fosse stata riportata all’interno della S.T.U. e presentata all’opinione pubblica. E, nel gran calderone messo a fuoco, non risparmiano nemmeno Maurizio Brucchi, a cui rispondono con grande puntualità: “In merito alle dichiarazione del sindaco ci preme ribadire il nostro ruolo politico e non partitico. Abbiamo più volte chiesto il confronto. La risposta spesso è mancata e non sempre gli uffici sono stati disponibili a fornirci le informazioni se non attraverso una richiesta di accesso agli atti”.
La questione Gammarana sembra, quindi, essere destinata a continuare. La cittadinanza attende le prossime puntate.
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